Elezioni Italia: “Buy CCT” per paura tassi alti senza inflazione

Non ci sono le condizioni per formare un Governo, a distanza di un mese dal voto, ed è necessario un secondo giro di consultazioni: sell-off dei mercati? Sembra proprio di no, anzi ad un mese esatto dall’esito delle urne ecco le indicazioni fornite dai mercati finanziari:

  1. L’indice azionario italiano performa a +7%, con un premio di rendimento rispetto alle altre piazze finanziarie (Francia, Germania e Usa)
  2. Lo spread del Btp rispetto al Bund è sceso (-10,84%), anche se è diminuito in maniera più decisa per la Francia (-18,60%)
  3. Il prezzo del future sul titolo di stato italiano è salito, sintomo di maggiore affidabilità, contrariamente a quello che è accaduto per i futures sui titoli di stato di Francia, Germania e Usa
  4. L’America ha un azionario negativo e lo spread in aumento con i rendimenti del future sul T-Note, forse la politica di rialzo dei tassi da parte della Fed qualche effetto lo sta determinando

Considerando che i tassi salgono o per “raffreddare” l’economia per timori inflazionistici (Fed/Bce) o per un peggioramento del merito creditizio di un Paese che dovrà pagare più interessi per finanziarsi nuovo debito in emissione, è auspicabile in futuro una salita dei tassi di interesse che si ipotizza attualmente lenta ma occhio alla pendenza della curva dei rendimenti che potrebbe invertirsi e far salire i tassi a breve più velocemente del previsto. Un recente studio di Banca D’Italia collega i consumi all’inversione della curva dei tassi di interesse: “…il lavoro propone un’ipotesi secondo cui, durante fasi cicliche di debolezza, la presenza di un’elevata incertezza sulle prospettive economiche – e, in particolare, la percezione che nel breve termine i rischi di sviluppi avversi siano maggiori che nel lungo – possa stimolare i consumatori ad aumentare il risparmio a fini precauzionali; quest’ultimo, investito in titoli a lunga scadenza, ne induce una riduzione dei tassi. Qualora le condizioni di incertezza e rischiosità di breve termine siano particolarmente elevate, il meccanismo descritto può determinare l’inversione della curva dei tassi…La validità dell’ipotesi avanzata è successivamente sottoposta a test empiricamente sulla base di dati trimestrali statunitensi per il periodo compreso fra il 1952 e il 2016. I risultati confermano che il modello predisposto è in grado di riprodurre tassi di interesse molto prossimi, in media, a quelli osservati.” Quindi, dopo la “trappola della liquidità” e il paradosso dei rendimenti negativi, vedremo un mondo senza consumi e inflazione ma con rendimenti alti e curva invertita? Pare proprio di sì, il QE oltre ai rendimenti negativi di breve periodo porterà nel lungo periodo zero crescita e tassi alti. Vedremo, per stare tranquilli comunque è forse il caso di comprare qualche CCT, no btp-inflazione mi raccomando!    

 Guido Gennaccari

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