Analisi del giorno

Il 2,38% Italiani destina 2 per mille a casta, metà al PD

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Che gli italiani siano delusi dalla politica è palese ed ovvio, visto la situazione attuale del nostro Paese, bloccato da trenta anni di sabbie mobili e decrescita infelice a scapito soprattutto dei giovani e delle generazioni future. Ma l’indotto della politica, al contrario di quella che possa essere la percezione personale, abbraccia un grande numero di italiani sia nell’amministrazione pubblica che nel settore provato, dando vita ad una commistione degenerativa letale come un tumore. Il “nero” diffuso, se concettualmente da condannare, nella consuetudine è ignobile solo in base agli importi: la percezione generale è che lo scontrino di un caffè non emesso è diverso da avere milioni nascosti presso i paradisi fiscali, anche se a livello di etica e senso del dovere è ugualmente immorale per entrambe le situazioni. Il problema italico è sempre stato quello di vedere la pagliuzza e non la trave: “vuoi mettere non pagare il biglietto dell’autobus con chi intasca tangenti?” La questione è che un comportamento immorale ed illecito è tale indipendentemente dalle dimensioni economiche, dalla gravità o dalla frequenza (l’omicidio è grave anche se lo si compie una volta sola). L’educazione e la conoscenza si trasmettono a scuola ed in famiglia, ma questo è un tema scottante ed ampio da affrontare che non verrà toccato.

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Come in finanza anche in politica c’è un effetto leva: quel 2,38%, che rappresenta una parte della Casta italiana, muove i destini di tutti gli italiani: poteri politici ed economici vanno a braccetto e guidano i destini dell’Italia. Il popolo o non va a votare o vota il “meno peggio” turandosi il naso, poi quotidianamente invece cerca contatti con l’amico dell’amico che può far saltare la fila eterna creata dalla burocrazia: siamo quello che ci meritiamo e viceversa. I 491.570 contribuenti che versano il 2 per mille al PD rappresentano il 50% del totale 2 per mille destinato ai partiti: sostegno di classe o della casta? Quale è la linea sottile che divide i due concetti? A seguire la Lega con il 13,31% Sel 7,43% An 5,25% FI 4,80% Rifondazione Comunista 4,77% Nuovo Centrodestra 3,21%. E’ l’uomo di sinistra che è più attento alle questioni politiche per ideologia oppure rappresenta il “cuore” della casta? L’uomo di destra ha meno interesse della “cosa pubblica” e quindi non contribuisce ad aiutare economicamente i partiti oppure contribuisce personalmente tramite altri canali? E’ difficile dare risposte certe, sicure ed univoche. A livello geografico si assiste al seguente dato: il PD unito ha circa omogeneamente il 50% medio dei contributi su territorio nazionale, gli altri partiti hanno risultati eterogenei: la Lega ha una media nazionale aritmetica, non ponderata (media aritmetica semplice di tutte le regioni), del 9% (max Lombardia 24,43%) FI 5,27% di media nazionale (max in Sicilia 10,14%) AN 6% nazionale (max nel Lazio 11,30%). La morale della storia è che è difficile leggere i dati ma una certezza c’è: uniti si vince e vale sia per la Casta minoritaria che per il Popolo maggioritario…l’effetto leva in politica può essere pericoloso e dannoso, come sui mercati finanziari. I 5 Stelle non fanno statistica perchè rinunciano al 2 per mille per ideologia e paradossalmente potrebbero avere più voti assoluti ma meno potere politico. Due più due non sempre fa quattro in politica                    

Guido Gennaccari

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