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Banche, Stato e Btp: Cerbero italiano

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Cerbero, mostro mitologico a tre teste messo a  guardia dell’ingresso agli Inferi, potrebbe ben rappresentare la situazione del rapporto “incestuoso” tra Banche, Stato e BCE. I fatti sono noti a tutti:

  1. La BCE ha finanziato le banche a tassi favorevoli rispetto a quelli di mercato
  2. Le banche hanno fatto incetta di Btp nel portafoglio, lucrando così il differenziale tra il rendimento del titolo di stato e il finanziamento presso Francoforte, aggiustando quindi la redditività ed i conti di bilancio
  3. Lo Stato italiano ha visto scendere velocemente il rendimento per le successive emissioni di titoli per finanziare il debito pubblico, risparmiando molto e rallentando la già veloce crescita del rapporto Debito/Pil

cerbero

Il rendimento dei Btp a dieci anni è passato dal 7% dell’autunno 2011 al 2% dell’estate 2015 con una diminuzione del 71%; il peso di titoli di stato in pancia ai bilanci delle banche è salito dal 16% al 24% (con punte del 27% circa) quindi un più 50%:  per un punto percentuale in più di quantità di titoli di stato comprati dalle banche corrisponde una diminuzione dell’1,4% del rendimento del titolo di stato (risparmio per lo Stato), un vero e proprio effetto leva. Nel luglio 2012, ma è una coincidenza simbolica, i grafici si incrociano, proprio nel periodo della svolta della discesa in campo di Mario Draghi: Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough, Questo meccanismo, noto a tutti gli operatori del mercato, avrebbe dovuto incentivare la crescita del Pil e dei consumi, ma i risultati tardano ad arrivare. Cosa accadrà con il tapering, quando la Bce ritirerà pian, piano i soldi prestati alle banche per sottoscrivere ed acquistare i btp? Cerbero prevarrà su Draghi e aprirà le porte alla Troika?

Guido Gennaccari

info@tradingroomroma.it