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Banche centrali: analisi tecnica per target inflazione

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Le nuove politiche monetarie delle banche centrali, in nome della flessibilità e fiducia, si sono orientate su valori target calcolati come media nel tempo per individuare l’obiettivo del 2% di lungo periodo. In pratica la Fed utilizzerà l’analisi tecnica per il raggiungimento del proprio target inflazionistico. Come?

Il prof. Monicelli è chiaro: “La figura mostra l’andamento del livello dei prezzi Pce (Personal Consumption Expenditure), che è la misura preferita dalla Fed, perché include una varietà ampia di beni e tende a non sovrastimare il costo della vita. Per chiarire, la curva misura il livello dei prezzi, mentre la sua pendenza misura il tasso di inflazione. L’indice Pce è oramai vicino a rientrare sul trend di crescita del 2 per cento, ma non lo ha ancora raggiunto. Perché riportare il livello dei prezzi in linea con il trend è importante? Perché il nuovo regime della Fed guarda di più al livello dei prezzi piuttosto che alla velocità di crescita (cioè l’inflazione). Per semplificare, si può dire che la Fed si ponga ora come obiettivo non più un certo tasso di inflazione, bensì cerchi di mantenere il livello dei prezzi su un percorso di crescita costante, ad esempio del 2 per cento all’anno (la linea di trend in nero nella figura).”

Il grafico fa riferimento al periodo 1999-2021 ma, l ’analisi tecnica, da molta importanza all’approccio multiframe: la pendenza dell’inflazione pre-covid, non quella teorica del 2%, è stata superata più volte nei tempi recenti (2017-2021) oltre al periodo post pandemico recente. In definitiva l’analisi rappresenta sempre l’andamento del prezzo nei confronti della tendenza di fondo: prezzi superiori rappresentano forza maggiore del trend, viceversa per la rottura al ribasso della retta.

 

Con la pandemia l’inflazione americana ha registrato una forza relativa del +2% rispetto a quella europea con pericolosa spinta inflazionistica sulle dinamiche salariali (sintomo di permanenza dell’inflazione), assente per ora nella zona euro.

L’analisi tecnica, oltre che per l’inflazione, può essere applicata anche per il pil potenziale: basta analizzare il pil potenziale (output gap) pre cirsi 2007 e quello reale poi determinatosi. L’analisi tecnica è criticata da alcuni traders fondamentalisti e quantitativi ma le banche centrali sembrano apprezzare e utilizzare sempre più frequentemente. Viva l’analisi tecnica!

Guido Gennaccari

info@tradingroomroma.it