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BCE aiuta Italia, Bel Paese salva Europa

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Uno studio della Banca d’Italia dal titolo “Il canale del credito bancario delle misure di politica monetaria convenzionali e non convenzionali” conclude l’abstract introduttivo nel seguente modo: Infine, i risultati suggeriscono che un’elevata esposizione ai titoli di Stato domestici ha limitato l’efficacia delle politiche convenzionali ma ha amplificato quella delle misure non convenzionali. Il lavoro studia la trasmissione delle misure di politica monetaria nell’area dell’euro fra il 2007 e il 2015, concentrandosi sul canale del credito bancario e giunge alle seguenti conclusioni:

  1. Entrambe le tipologie di misure hanno contribuito a mantenere basso il costo del credito nell’area euro
  2. I due tipi di misure si sono trasmessi tramite meccanismi e canali differenti
  3. L’effetto leva dei titoli di Stato sulle misure non convenzionali

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Meno male che c’è la Bce, visto che l’Europa ci ghettizza e ci mette all’angolo; basta vedere il grafico degli effetti degli interventi della Bce sui tassi dei paesi “non stressed” da quelli “stressed” (Italia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Slovenia), con relativo riallineamento e riavvicinamento.

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Considerando che le famiglie italiane sono le più virtuose, perché le meno indebitate d’Europa, considerando che il nostro Paese è a credito con l’Ue se si considera la differenza tra accrediti e versamenti l’Italia è al quarto posto per valore nominale ed all’ottavo in rapporto al RNL, una domanda spontanea per gli amici tedeschi: cosa sarebbe l’Europa senza di noi?

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Quale onere pagherebbe la Germania dall’ uscita dell’Italia dall’ Euro? Abbiamo mille difetti come popolo ma siamo essenziali per questa Europa, è il momento di fare la voce grossa per ottenere maggiore flessibilità e solidarietà da parte dei paesi nordici rispetto al ClubMed.      

Guido Gennaccari                                                                        

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