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Bitcoin con Brexit riparte il long da 2.950$

 L’esperimento russo di Ibm, che a livello di fisica quantistica ha riportato la particella al medesimo stato iniziale, potrebbe essere stato un segnale per la “fisica del bitcoin” con un ritorno ai 6.000$ dollari dopo una ulteriore discesa di breve a 2.950$. A ottobre 2018 avevamo indicato come la rottura dei 6.000 $ avrebbe potuto accelerare il trend ribassista con target i 2.950$ (Halloween Spread Bubble: Short time for Bitcoin/Banks). Il movimento si è fermato a 3.100 $ circa per poi ripartire. Con la fine del carnevale abbiamo confermato e aggiornato l’analisi di ottobre (Remember Bitcoin Strategy: short Halloween, buy Carnival (2.950$)) con atterraggio a valori  più che doppi rispetto al target dato a fine gennaio da JPMorgan (JPMorgan Calls Crypto Unproven, Sets $1,260 Bitcoin (BTC) Price Target). Di sicuro l’avvento delle stablecoin ha accelerato il processo di JP Morgan (JPM coin) e di Facebook (FB coin) per la creazione di una moneta digitale più stabile e in concorrenza con il bitcoin che comunque cerca di affermarsi come asset digitale e “riserva di valore” (crypto oro).

Operatività: con la scadenza del 31 marzo della Brexit, che porterà volatilità sui mercati indipendentemente dal rinvio o meno, si potrebbe verificare una discesa di breve in zona 2.950$ per poi invertire la tendenza, con la rottura della trend line ribassista  su grafico giornaliero (entry su ritest e ripartenza long), andando a cercare il target di 6.000 $ abbandonati a novembre         

Guido Gennaccari