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Bitcoin è il Great Reset ammazza Stati

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“Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi” è un affermazione storica e molto attuale di Mayer Amschel Rothschild. Quale sarà l’arma di distruzione di massa della prossima Guerra Mondiale? L’impossibilità di controllare la moneta e il cambio come processo finale dell’eliminazione degli stati come entità di diritto in un mondo globalizzato comandato dai grandi capitali. Come il vero core business per Musk è l’aerospazio e non le macchine (Tesla), come Mc Donald’s ha fatto i soldi con il mercato immobiliare e non con i panini, così bitcoin è una apparente massima decentralizzazione democratica ma in realtà è voluto dai Grandi Capitali come mezzo per distruggere gli stati e avere la strada spianata per il controllo mondiale finanziario e sociale.

La storia ci insegna che

1) il debito è stato lo strumento/mezzo per lo sviluppo dell’imperialismo nel 1900 (i “sicari dell’economia”)

2) la moneta fiduciaria ha rappresentato la forza di uno stato, soprattutto dopo Bretton Woods (1971)

3) la caduta della “centralità” e della “fiducia” in una Banca Centrale è alla base delle criptvolaute che, di riflesso, spogliano gli stati dal controllo della politica monetaria

4) il Great Reset: le risorse della Terra sono limitate, la popolazione invece cresce e, in alcuni continenti, invecchia. E’ necessario quindi introdurre criteri ESG, appiattire verso il basso il ceto medio con aumento dell’iniquità (sempre più “borghesia proletarizzata” e meno straricchi al comando), controllare gli stati (annullandoli) tramite il capitale: siamo davanti alla convergenza del marximo con la dottrina della Chiesa per annichilire l’individuo e la famiglia in un meccanismo di eterna stasi economica.

E’ la realizzazione del modello assistenzialista del dipendente pubblico italiano, spesso nell’immaginario collettivo coincidente con un cittadino contento della mediocrità e del posto sicuro ma poco retribuito e improduttivo, però realizzato in scala mondiale con approvazione tacita della Chiesa. Il mercato, la sana concorrenza,  la libera impresa, l’individualismo vengono resettati. E bitcoin? Nasce come strumento di libertà ma, in realtà, è il braccio finanziario/tecnologico del Big (Financial) Brother che ha iniziato a controllare il fenomeno tramite la quotazione sul Cme e che lo farà ancora di più con l’avvento delle altre stabelcoin quali Libra; I Big Tech (FAANG e cinesi) insieme alle famiglie di grandi banchieri d’affari (soprattutto Usa ma non solo) tramite le proprie valute digitali convergeranno per il controllo del bitcoin che oggi è una commodity ma un domani, quando la velocità ed il numero di transazioni lo muoveranno su valori stabili come quello delle valute (MV = PT con M prestabilito), sarà la moneta del popolo controllata e manomessa dai Grandi Capitali che annulleranno gli Stati. I dati vanno analizzati sempre da tutti i punti di vista: un dato macro può essere andato bene/male rispetto: 1) al mese precedente 2) all’anno precedente 3) alle aspettative degli analisti 4) alle proiezioni degli organismi quali Governi, Organizzazioni, Istituti statistici. Lo stesso vale per il fenomeno bitcoin: perché è nato ma soprattutto, per portare avanti quali interessi? Il dollaro ha preso forza con la fine del gold standard e, lo sviluppo del sistema fiduciario, ha favorito la potenza economica Usa; bitcoin ha causato la morte del “trust standard” delle transazioni valutarie legate ad un terzo (Banca Centrale) e ha dato vita alla fine degli stati e delle politiche monetarie e del cambio. Complottismo? No, è solo la fine del libero mercato capitalistico (degenerato) che sta dando vita ad un modello di Oligarchia Globale nascosta dei Grandi Capitali Finanziari.

Guido Gennaccari

info@tradingroomroma.it