
PHYIELD Report n. 152 – Volatilità in forte rialzo: da risk-on sereno a risk-on più fragile
Nella settimana chiusa il 13 febbraio 2026 la volatilità implicita ha registrato un deciso scatto verso l’alto su tutti i principali indici: VIX +15,9% a 20,59, VFIB (FTSE MIB) +12,8% a 22,44 e VXD +12,1% a 18,51. VXN sale dell’8,5% a 26,37 superando le medie mobili, VSTOXX +5% a 20,85 e VDAX +1,4% a 19,16. Gli spot superano o eguagliano le MA(50) (es. VFIB 19,51 vs 22,44), segnalando fine della compressione e passaggio a un regime di volatilità più “normale” e meno accomodante.
📈 Con VIX, VFIB e VSTOXX sopra quota 20 il sentiment diventa prudente: impostazione ancora rialzista ma con raccomandazione di ridurre la leva e monitorare eventuali ulteriori rialzi della volatilità come possibili anticipatori di fasi correttive sugli indici azionari.
📊 Dal lato degli indici, l’S&P 500 e il Ftse Mib restano supportati dall’analisi dell’Expected Move, mentre nel FTSE MIB gli energetici si confermano in uptrend nella distribuzione delle performance YTD. A livello globale, il Nikkei spicca con +3,28% nell’ultima settimana, Bovespa e India restano volatili ma positive su base più ampia.
💠 Money flow & leva: i 10 ETF più attivi evidenziano rotazioni e riposizionamenti tattici, mentre il margin debt USA resta su livelli record (1.225 mld $ a dicembre 2025), con elevata leva strutturale a fare da amplificatore potenziale alle nuove oscillazioni di volatilità.
📌 Ufficio Studi – Italia: la pagliuzza dei dazi vs la trave del nanismo: i dazi di Trump pesano meno del previsto (Cina e Canada hanno compensato altrove, export italiano verso USA addirittura +7,2%), mentre il vero nodo strutturale è la bassa produttività delle piccole imprese: valore aggiunto per addetto 57.600 € contro 77.000 in Germania e 83.600 in Francia. Piccolo è bello… soprattutto all’estero..


