
PHYIELD Report n. 153 – Volatilità in decompressione, risk-on più solido ma con leve record
Nella settimana chiusa il 20 febbraio 2026 la volatilità implicita è rientrata in modo netto su tutti i principali indici, rafforzando un quadro di risk-on più consolidato, seppur con livelli ancora leggermente elevati. Negli USA il VIX scende da 20,59 a 19,08 (–7,3%), il VXD da 18,51 a 17,14 (–7,4%) e il VXN da 26,37 a 24,23 (–8,1%), con il Nasdaq ancora il più “nervoso” ma meno sotto pressione. In Europa VFIB da 22,44 a 20,60 (–8,2%), VDAX a 18,13 (–5,4%) e VSTOXX a 19,7 (–5,5%), con Piazza Affari ancora sopra 20 ma in deciso miglioramento.
📈 I livelli rotti la settimana scorsa diventano ora supporti dinamici: VIX riassorbito nell’area 20 e chiusura a 19,08, VXN rientra nel supporto 25–26, VFIB e VSTOXX tornano nei rispettivi range di supporto, mentre VXD e VDAX restano in aree intermedie senza stress. Si registrano cross ribassisti con le MA(50) per VIX e VXD, mentre VXN, VFIB, VDAX e VSTOXX restano sopra media: scenario di risk-on rafforzato, con potenziale rialzista se la volatilità resta sotto 20 ma con rischio rimbalzi su Nasdaq e FTSE MIB in caso di nuovi spike.
📊 Forze relative: l’analisi STOXX 600 conferma la selettività del momentum settoriale, mentre sul FTSE MIB la distribuzione YTD evidenzia ancora leadership concentrata e differenziali marcati tra titoli. A livello globale, Ftse Mib (+2,60%), Eurostoxx (+2,30%), Cac40 (+2,32%) e Ftse100 (+2,30%) chiudono una settimana positiva; anche Bovespa (+2,18%) prosegue la fase di forza relativa.
💠 Crypto – fase di consolidamento e “mosca bianca” Solana: nella settimana 16–20 febbraio gli ETF su Bitcoin, Ethereum e Solana registrano outflow contenuti, con prezzi estremamente stabili e ben sopra i minimi recenti. Bitcoin resta in laterale da inizio mese: gli inflow non bastano ancora per rompere le resistenze, ma la fase di consolidamento può rappresentare accumulo istituzionale in vista di un prossimo movimento macro. Solana continua a distinguersi con inflow positivi ricorrenti e forte attività on-chain, sempre più decorrelata dalla semplice price action: l’ecosistema mostra vitalità strutturale.
⚠️ Leva e macro – FINRA & Ufficio Studi: il margin debt USA tocca un nuovo massimo a gennaio 2026 (1.279 mld $, in crescita dai 1.225 mld di dicembre), con leve strutturalmente elevate che possono amplificare future fasi di volatilità. Sul fronte macro, l’Ufficio Studi segnala tre spunti:
Sterlina: crescente presenza degli hedge fund nel mercato repo.
Germania: “regina” delle hidden champions, con quasi metà dei campioni nascosti globali.
Europa: uso esteso delle SRT (Synthetic Risk Transfers) per trasferire rischi creditizi, metà di origine pubblica, di fatto una mutualizzazione silenziosa delle perdite mentre gli utili restano concentrati tra azionisti e management.


