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Draghi e Savona: crisi o Eurobond (euribor + pil)

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Draghi e Savona hanno entrambi ragione, nessuno ha  torto. Draghi “Finanziare i deficit non è nel nostro mandato”, Savona “Se lo spread si innalza e nessuno interviene per calmierarlo, che è il tipico compito delle banche centrali europee, inevitabilmente la caduta del valore dei titoli mette in difficoltà le banche. Avendo fatto l’Unione Bancaria chi è il responsabile della stabilità delle banche?”.

La Bce cos fa?

  1. Fissa i tassi di interesse ai quali concede prestiti alle banche commerciali dell’eurozona (nota anche come area dell’euro), controllando pertanto l’offerta di moneta e l’inflazione
  2. gestisce le riserve di valuta esteradell’eurozona e l’acquisto o la vendita di valute per mantenere in equilibrio i tassi di cambio
  3. si accerta che le istituzioni e i mercati finanziarisiano adeguatamente controllati dalle autorità nazionali, e che i sistemi di pagamento funzionino correttamente
  4. garantisce la sicurezza e la solidità del sistema bancario europeo
  5. autorizza l’emissione di euro in banconote da parte dei paesi dell’eurozona
  6. monitora le tendenze dei prezzie valuta i rischi che ne derivano per la stabilità dei prezzi.

 

Giustamente la Bce non può intervenire esclusivamente per comprare i btp ma solo se il sistema bancario europeo tutto (come nel 2011-2012) si trovasse in difficoltà; sicuramente se le banche di un determinato paese si trovassero in difficoltà dovrebbe agire come prestatore di ultima istanza (per le banche), ruolo e funzione genetiche ed imprescindibili di una Banca Centrale. Draghi e Savona vedono il medesimo problema da due punti di vista diversi ma è come il gatto che si morde la coda: btp/banche sono correlate a Unione Europea e Bce.

Come se ne esce? Draghi avverte il Governo italiano che, in caso di crisi del debito sui btp, deve prima intervenire l’Europa con i meccanismi previsti e poi eventualmente la Bce. E se questo teatrino Draghi/Savona fosse l’alibi per portare sul tavolo europeo gli eurobond e a cascata la garanzia europea sui depositi? Come fare?

  • Ogni paese mensilmente deve rifinanziare il debito e comunica le quantità all’UE che determina l’ammontare totale.
  • Il rendimento deve essere parametrizzato all’euribor, così è legato alla salute delle banche, più uno spread in termini di pil europeo da calcolare semestralmente
  • Gli interessi li paga ogni singolo stato pro-quota debito emesso. Se l’interesse euribor + pil annuale è 2%, ad esempio, questo va diviso in base alla ponderazione del debito emesso: chi più emette più paga di interesse. Su cedola semestrale vorrebbe dire 1% ripartito fra i singoli stati
  • La Bce si impegna a sottoscrivere quota residuale quando necessario
  • In caso di default ogni paese paga pro quota debito emesso (patrimoniale?)

Per arrivare ad un meccanismo simile però c’è un prezzo provvisorio da pagare (che non deve rimanere definitivo): la Bce deve porre un vincolo percentuale massimo, oltre che sul rating, sulla provenienza geografica per i titoli di stato nei portafogli delle banche, facendo attenzione al reale problema di un eventuale moral hazard che spingerebbe gli intermediari a scaricare poi i titoli dal conto proprio al risparmio gestito privato. Con un meccanismo simile e i successivi eurobond la garanzia europea sui depositi bancari sarebbe più facile da attuare. Che l’araba fenice sostituisca il cigno nero? L’importante è sbrigarsi perché un eventuale sell-off sui mercati internazionali (Usa, Cina o Emergenti) potrebbe portare l’Europa sulla via del non ritorno sfiorando la mano della salvezza del naufrago Europa in mare. C’è poco tempo e troppa duration!