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Europa degli squilibri. Bce: fuga dai Btp

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A ridosso dell’anniversario dei 60 anni dei Trattati di Roma la Bce diffonde il Bollettino Economico dove si trovano numeri interessanti che devono mettere in guardia i Governi spingendoli ad attuare future politiche riformiste per far uscire dal guado l’UE. Tre spunti su tutti:

  1. Le maggiori vendite nette di titoli di debito da parte di investitori esteri sono state registrate in Italia (4,1 per cento del PIL), seguita dalla Germania (3,1 per cento del PIL) e dalla Spagna (1,8 per cento del PIL), mentre gli investitori esteri sono stati acquirenti netti di titoli di debito francesi (con acquisti netti pari all’1,2 per cento del PIL)… In Spagna e in Francia si sono registrati anche afflussi netti di investimenti di portafoglio in titoli azionari da parte di investitori esteri bce1
  2. le riforme continuano a progredire con lentezza nonostante le sfide cui sono posti di fronte questi paesi. Solo Spagna e Slovenia sono riuscite a uscire dalla categoria degli “squilibri eccessivi”, mentre l’Italia vi è inclusa per il quarto anno consecutivobce2
  3. In presenza di elevate barriere all’ingresso, le imprese non produttive possono sopravvivere più facilmente e quindi trattenere risorse produttive che potrebbero altrimenti spostarsi verso le imprese più efficienti in un determinato settore. Inoltre, una regolamentazione del lavoro troppo rigorosa può impedire alle imprese di adeguare l’organico portandolo su livelli ottimali, specie nei settori che per le loro caratteristiche tecnologiche presentano un più elevato tasso naturale di “job churning” (il processo costante di sostituzione di coloro che lasciano l’occupazione con nuovi assunti).bce3

Il 2016, a seguito del sell-off su banche e petrolio nel primo semestre, ha segnato il destino del nostro Paese e quindi dell’indice azionario FtseMib40. Risultato: uscita di Investitori dai Btp, permanenza dell’Italia da 4 anni tra gli Stati con “squilibri eccessivi”, burocrazia che non consente la selezione naturale delle imprese migliori e quindi amplifica la distorsione dell’allocazione del lavoro. Può il 2017 essere un hanno migliore, scaramanzia a parte? Per il momento, da inizio anno, la performance è positiva ma, è noto, la primavera porta ottimismo come noto a Wall Street: “Sell in May and go Away”       

Guido Gennaccari

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