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Il Covid19 ha stravolto strutturalmente la volatilità sui mercati

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Quando sui mercati arriva la volatilità subito si pensa ad un sell off, un cigno nero, un crash flash, l’indice della paura spazza il retail e arricchisce gli Istituzionali. Se fino a qualche anno fa era così, oggi non più, la volatilità sui mercati è cambiata strutturalmente a causa probabilmente di due eventi concomitanti: l’interventismo delle Banche Centrali (eccesso di moneta) e l’evoluzione tecnologica (eccesso di velocità in mercati globalizzati). Il gennaio 2015, con l’abbandono del cambi fisso della Banca Centrale Svizzera, si assiste al primo tsunami da leverage post Lehman Brothers. Già nel 2010 si era assistito ad un flash crash sul mercato americano subito riassorbito. Nei tempi più recenti, dopo che la molla della bolla monetario/tecnologica si è ben compressa, abbiamo assistito ad un primo caso di eccesso di volatilità sul mercato repo Usa nel 2019, apripista agli sconvolgimenti del 2020 a causa della pandemia.

Cosa è successo alla volatilità nel 2020 di così sconvolgente?

  • Il vix, la volatilità sullo sp5500, ha registrato valori simili a quelli del 2008
  • La velocità del vix invece ha registrato un nuovo record, dopo quello del 2018: la paura si muove accelerando con più forza di prima. RECORD

  • Il petrolio ha raggiunto un top storico impensabile oltre il valore di 500, rispetto ai 100 circa del 2008 e 2019. RECORD  

  • Il Nasdaq ha toccato il valore di 85, come nel 2008, lontano dai 100 record degli anni 2000. Però, se consideriamo il tempo di recupero per tornare alle quotazioni toccate dal picco di volatilità, è RECORD: per recuperare i valori covid (vol 85) ci ha impiegato 3 mesi, per tornare ai livelli pre Lehman (vol 85) ci ha impiegato circa 3 anni, per riassorbire la bolla tecnologica del 2000 ci sono voluti ben 15 anni (ma erano altri mercati)!

  • Nel caso dell’oro la volatilità toccata con il covid è sytata alta ma non come nel 2008. Anche i beni rifugio risentono all’inizio dei sell off, nel 2008 durò qualche (troppa “carta finanziaria” in giro) mese prima del rally rialzista.

 

La volatilità, presa come solo numero o accelerazione, non implica sempre un ribasso (petrolio) ma oggi, con l’ingente massa monetaria e la tecnologia che guida i mercati, può assumere direzione positiva (Nasdaq e Cina). Come Draghi fa riferimento a “debito buono” e “debito cattivo” lo stesso, oggi più di ieri, si può asserire sulla volatilità ribassista e volatilità rialzista.

Guido Gennaccari

info@tradingroomroma.it