Analisi

La trimestrale di Robinhood (HOOD) e i trader delusi dal Bitcoin

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E’ bastato un Bitcoin sottotono tra luglio e settembre 2021 per far crollare le attività di trading in criptovalute di una delle più famose app di trading per Millennial, Robinhood (Nasdaq: HOOD). Nel terzo trimestre 2021, i ricavi da trading in valute digitali sono scese a $51 milioni rispetto ai $223 milioni del periodo precedente. L’andamento laterale del Bitcoin nel periodo di riferimento ha spiazzato la massa di giovani attivi sui token, segno che il mancato raggiungimento di nuovi records ha infranto i sogni di molti di loro. Non può essere attribuito questo calo solo alla impossibilità di shortare queste valute durante l’andamento delle quotazioni deboli. Nel confronto tra periodi si evince che i ricavi da trading azionario (anche su questo asset la piattaforma non consente la vendita allo scoperto) e da opzioni sono rimasti stabili tra il II e il III trimestre.  Pertanto, sembra che il crollo negli scambi sia da ascrivere principalmente al venir meno dell’effetto mediatico e del passaparola nelle chat dei millennial legato ai dubbi sul futuro di queste valute digitali a casa dei noti problemi regolamentari con i governi in giro per il mondo, specie in Cina e USA. Queste incertezze hanno portato il Bitcoin a perdere dai massimi toccati lo scorso aprile ($62000) circa il 50%, dimostrando ancora una volta che gran parte di quello che una volta si chiamava “parco buoi” alla ennesima ondata rialzista è stato spazzato via.