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NPL banche: recupero tra il 23 e 43,2 per cento

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Di 100 euro dati in prestito, nel caso di sofferenze, quanto riesce a recuperare in media una banca? La risposta, secondo Banca d’Italia, è semplice: nel periodo 2006-2015 il recupero per via ordinaria è stato del 43,2%, mentre l’introito relativo alla cessione a terzi sul mercato è stato del 23%; nel 2014-2015 il livello registrato, inglobando le quote cedute sul mercato, è stato in media del 40%.

sofferenze

Perché diffondere uno studio tecnico con dati sul recupero delle sofferenze bancarie in trend negativo? Quale necessità ha il Regulator di diffondere dati peggiorativi? Forse perché i mercati finanziari scontano dati peggiori di quelli reali e quindi, davanti ad una realtà in forte declino, è bene confermare la criticità ma specificando che trattasi di valori migliori rispetto alle aspettative allarmistiche degli operatori: l’incertezza sui mercati spesso è peggio del dato negativo effettivo. Facendo una media ponderata fra l’importo medio ed il tasso di recupero viene un rientro del 34% circa. Le banche recuperano il 43,2% del valore dei fidi alle imprese per importi medi di 6.675 euro, mentre per le famiglie il tasso di rientro è del 52,9% con valori medi di 2.113: riprendere i soldi dalle famiglie è più facile anche se per importi minori. Le criticità legate ai mercati finanziari sono di due tipi:

  1. La situazione italiana
  2. Il futuro delle banche nel mondo globalizzato

italia-pil

Per il primo punto basti considerare le stime di crescita del Pil mondiale per il 2017 che sono di circa 3,4%, tra economie emergenti e Paesi in via sviluppo, dove l’Italia registra previsioni di +0,7% peggiorative rispetto ai dati 2016: più che locomotiva d’Europa, zavorra pesante e immobile! L’evoluzione di un sistema globale bancario in crisi a causa dei tassi negativi, della crisi del 2008, dei bassi margini di intermediazione dovuti alla tecnologia e alla globalizzazione, non può non tenere conto del Fintech e dei tempi di sviluppo e maturazione del settore, soprattutto nel sistema dei pagamenti e quindi delle criptovalute: il 2016 è stato il picco delle aspettative, ci attende il periodo della “disillusione” per poi arrivare alla maturità del settore?

fintech

Tornando alle sofferenze è bene che le banche italiane abbiano visione del futuro macro e tecnologico del settore perché, dopo tagli dei costi al limite (licenziamenti e vendita di immobili), maggiore efficienza data dalle fusioni-aggregazioni, aiuti di Bce ed Europa, l’unica via per rimanere sul mercato, sopravvivere e diventare leader tra pochi concorrenti è quella della flessibilità, del Fintech e della ricerca di  nuovi paradigmi produttivi.                  

Guido Gennaccari

info@tradingroomroma.it