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Scintilla Skew sulla benzina della volatilità

Nell’ottobre del 1987, a seguito del crash sul mercato azionario americano, lo smile (o skew) di volatilità implicita perse la sua simmetria classica. Da quell’evento il CBOE ha ben pensato di creare un indicatore, lo skew, che fornisca un valore relativo alla simmetria o meno della volatilità implicita.

L’indicatore, come valore,  oscilla tra 100 e 150. Tra il 1990 e il 2010 nel 78,5% dei casi lo skew ha registrato valori nel range 112,5 e 122,5. Il valore di 100 rappresenta una distribuzione normale, valori superiori coincidono con probabilità maggiori di risultati di 2 o 3 volte la deviazione standard:  a 145 la 2 volte la deviazione standard passa ad una probabilità del 14,45% (da 2,3% nel caso del caso della curva normale a 100) mentre 3 volte la deviazione standard passa a 2,81% (da 0,15%). Più il valore si avvicina a 150 più il cigno nero diventa probabile, magari fino a quando non si  autoavvera. La Fed, a partire dal 2009 ma soprattutto dal 2014, ha avuto un duplice effetto: ha mantenuto la volatilità bassa ma ha aumentato la velocità della volatilità e il pericolo skew (cigno nero), tutto tranquillo ma se parte la miccia la probabilità di cigno nero è maggiore. Nel passato skew e vix si sono mossi non sempre correlati: ad un aumento della paura catastrofica non è necessariamente corrisposto un aumento immediato della volatilità

 

Graficamente è tutto chiaro:

  • La Fed ha aumentato gli asset di bilancio dal 2009 per poi fermarsi nel 2014 e riprendere la salita nel 2020 con la pandemia

  • Il vix, dall’intervento di Draghi del luglio 2012, è rimasto spesso sotto il valore di 20 compresso come una molla, senza mai superare il valore di 30 (chiusura mese) raggiungendo i top a marzo 2020 e rimanendo ora sopra il valore di 20 costantemente

  • La velocità del vix (VVIX) dal 2014, sempre su chiusura mensile, non è mai scesa sotto il 100%: c’è tranquillità ma se si dovesse salire lo si farebbe con intensità ed in maniera repentina maggiori rispetto al passato. Non a caso il VVIX ha raggiunto nuovi top storici con il covid (+329,67%)

  • La skew dal 2014 è stata sempre superiore a 120 (tranne che nell’estate del 2019) con valori spesso vicino a 140 a partire dal marzo 2017. Nello studio della volatilità del 2010 i casi sopra 130, oggi la normalità, erano per il periodo 1990-2010 l’1,67% dei casi!

I dati riportati sopra ci confermano una cosa sola: la Fed, per comprare tempo e garantire la stabilità dei mercati, ha messo in campo politiche espansive che hanno anestetizzato il rischio (vix) dal 2009 con il pericolo di una improvvisa esplosione della volatilità incontrollabile, confermata dagli alti valori di vvix e skew che si registrano dal 2014 e sono attualmente molto alti. Probabilmente l’annuncio del tapering del 2013 e soprattutto con il successivo tightening del 2014 hanno reso più prudenti gli operatori terrorizzati da un possibile cigno nero e, allo scoppio del covid (prevedibilissimo), la velocità di crescita del vix ha registrato nuovi top storici. La credibilità della Fed oggi è sul tavolo, la fiducia delle politiche aggressive dei QE deve rientrare ed essere sostituita da politiche fiscali altrimenti la fiducia verrà persa e l’inflazione avrà strada facile per colpire gli ingenti debiti pubblici e privati con alta duration (una crescita lenta dell’inflazione e dell’economia invece farebbe bene ai debiti). Quali le prossime mosse di questa partita a scacchi tra banche centrali e mercato?

Guido Gennaccari

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