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Petrolio: test dei 57,5 $ e ritorno a 70$

La volatilità improvvisa di agosto potrebbe generare l’effetto panico per eventuali ribassi. Le minute della Fed hanno innescato la miccia short sull’ equity e anche il Wti ha abbandonato il supporto dei 65$. Il petrolio è un driver dell’inflazione e quindi una discesa dei prezzi della materia prima implica minori aspettative di inflazione, quindi minori politiche espansive e minor rischio tapering, anche se l’azzardo morale delle banche centrali pone seri quesiti su quale sia il punto di non ritorno. L’altra parte della medaglia invece implica un ritorno della pandemia in asia e nuovi probabili lockdown.

La lotta tra notizie buone che portano al ribasso i mercati per paura del tapering e notizie cattive che possano portare a nuove chiusure ma con il sostegno della Fed, partorisce alta volatilità sui mercati. In tale contesto non è improbabile uno scenario con il petrolio intrappolato nel panico e target ribassista di breve a 57,5 $ (supporto importantissimo) per poi ritornare sul sentiero della tranquillità e rivedere i 70$ a settembre e lateralizzare.

Guido Gennaccari

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