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Risk-On sul Ftsemib: sognando i 24.000 punti entro le europee?

Storia dell’andamento borsistico di un indice che a inizio 2018 quotava 21.898 punti, vicino ai livelli attuali, con spread dell’epoca a 157,30 bp contro i 254,30 bp di oggi

FtseMib: andamento dal 2018 e fattori tecnici
  1. Maggio 2018: viene diffusa la bozza di programma del Governo e inizia il sell-off dai 24.000 punti ai 18.000 punti di fine anno; lo spread si impenna fino a 333 bp in autunno per poi stabilizzarsi a 250 bp nel 2019
  2. Dicembre 2018: a) Governo rivede stime deficit/pil dal 2,4% al 2,04% b) Bce annuncia probabile TLTRO nel 2019 c) petrolio inizia rally rialzista dai minimi
  3. Aprile 2019. L’indice ftsemib recupera tutta la discesa partita a fine settembre con l’uscita del 2,04% del Def grazie a due rally a) il Petrolio (Eni&Co) che recupera il 61,8% della discesa partita a ottobre 2018 e le Utilities (Enel&Co) che vanno in up trend da gennaio a fine marzo b) le banche italiane partono a febbraio e i primi di aprile accelerano mentre le società del settore energetico (petrolio + utilities) invertono il trend di brevissimo: agli inizi di aprile c’è stata una rotazione settoriale da difensivo a ciclico, quindi aumento del risk on con i bancari a beta più alto. Ovviamente un miglioramento delle quotazioni dei titoli finanziari anticipa aspettative di miglioramento dei fondamentali e quindi della situazione macro con più credito, più consumi e forse più inflazione e più pil (salgono quindi anche gli industriali a traino della probabile nuova linfa creditizia bancaria). Un possibile aumento dei tassi da inflazione, con una traslazione verso l’alto della curva europea dei rendimenti, sembra confermata dal ritracciamento delle utilities che scendono su aspettative di tassi alti a causa dell’alto debito che hanno in bilancio. Ovviamente deve essere un aumento della curva dei rendimenti europea dovuto a prospettive di inflazione e crescita e non da spread, con un aumento relativo al peggioramento del rating creditizio, come successo in Italia negli ultimi mesi. E se l’America e la Cina mollassero? Sarebbe occasione ghiotta di portare capitali in Europa, magari dopo le elezioni si potrebbero trovare soluzioni utili  e condivise per riportare la crescita grazie ad un incontro di intenti tra Sovranisti ed Europeisti convinti. I have a dream…24.000 punti!

Guido Gennaccari